Ferragosto e…tu che valigia sei?

Illustrazione di Roberta Lami

Avevamo promesso un post per un commento sul precedente articolo ed eccoci qui.

Qualcuno, parlando di paragoni tra sorelle ha tirato in ballo la composizione delle valigie vacanziere…

Chi ci mette poco, chi ci mette tanto, chi la fa con attenzione, chi a caso… ma quanti modi di fare la valigia ci sono?

Noi ne abbiamo scovato qualcuno! Voi ci siete nella nostra lista? Non vi resta che scoprirlo.

  • Il troppo preciso per essere ordinato

Questa è decisamente la mia categoria: il troppo preciso, non è come il preciso, il troppo preciso vorrebbe fare una valigia tanto perfetta, da volerci ore per organizzarla, così non avendo il tempo di farla come desidererebbe, rimanda, rimanda, rimanda, rimanda… fino alla notte prima della partenza, che impiegherà in toto per comporre il bagaglio senza chiudere occhio.

Il troppo preciso pensa a tutto quello che potrebbe succedere in vacanza e vuole portarsi abbigliamento, oggetti e gadget adatti ad ogni possibile situazione, così stila una lista, un elenco, giusto fatto di 2 o 3 cosucce, una decina al massimo, 20 se consideriamo l’abbigliamento, 30 con le scarpe… vabbé… la lunghezza del rotolone regina insomma… quello da cucina però, cosi si possono fare almeno due colonne.

Dopo aver impiegato tutta la notte a selezionare ciò che dovrebbe portare, il Tr.Pr. realizza che tutto in valigia non ci starà mai, quindi deve fare una seconda selezione, poi una terza, una quarta… e così via fino a che non arriverà ad una quantità non disumana di oggetti da portare con sé… mancheranno quindi 30 minuti alla partenza e finirà per sbattere nel bagaglio tutto quello che è avanzato in giro, senza cognizione di causa: come dicevamo… troppo preciso per essere ordinato.

  • L’insacchettatore compulsivo

Questa tipologia non è forse nota ai più, ma mia madre ne fa parte e tale specie di “valigiere“ moderno sta prendendo sempre più piede tra le donne glamour e quelli del segno della vergine.

L’insacchettatore, insacchetta ogni capo singolarmente, seguendo la teoria che all’interno delle buste di plastica i vestiti pigiati in valigia non si stropicceranno mai… nemmeno quando all’aeroporto gli addetti bagagli si divertiranno a shakerare i suoi bagagli come due maracas.

L’insacchettatore, durante il processo di insacchettatura, preso dalla foga, deve essere lasciato solo… non avvicinatevi mai o rischierete di essere insacchettati.

In giro si sono avvistati insacchettarori così folli da insacchettare persino la valigia stessa… in sacche di tela con tanto di marca in bella vista o incelofanate con la velina verde fluo che spacciano all’aereoporto.

  • Il programmatore maniacale

La categoria di mia sorella.

Il programmatore maniacale (programma gli abbinamenti dei vestiti giorno per giorno aggiungendo un paio di cambi, ovviamente sempre in abbinamento, per i casi d’emergenza: acquazzoni o medaglie post pranzo di ferragosto). Il programmatore sistema tutto sul letto come se stesse preparando l’attrezzatura da guerra sul bancone dell’armeria e poi inizia a piegare ogni singolo capo e a sistemarlo in valigia senza lasciare nemmeno uno spazzietto vuoto. Il Pr.M. é la classica persona che piega i calzini e li mette nelle scarpe e che infila i botticini delicati dentro le pinne, per salvare spazio e ripararli dai colpi.

Questa tipologia chiude la valigia senza nemmeno uno sforzo, non ha bagaglio a mano ma solo borsetta portadocumenti, per rimanere odinato e leggero anche durante il volo.

  • L’appassionato di fotografia

L’appassionato di fotografia non si veste, lui porta con sé solo l’attrezzatura fotografica che non può mancare in nessun viaggio, nemmeno per la gita domenicale. La sua valigia è composta da :

un set base: telefono, caricabatterie, asta selfie, gopro con relativo galleggiante per acqua, bastoncino selfie gopro, aggancio zaino gopro, aggancio caschetto gopro, set ciclismo, tennis, nuoto, arrampicata e DRONE;

l’attrezzatura professionale: 3 piede, reflex, caricabatterie, grande angolare, 50mm, 200 mm, e teleobbiettivo (non si sa mai che la tortora delle Galapagos gli si palesi davanti e non abbia l’attrezzatura per catturare l’attimo… non importa che vada in vacanza a Bari… anche la tortora galapaguegna avrà pur diritto alle vacanze e potrebbe aver prenotato nel suo stesso resort).

L’appassionato di fotografia potrebbe dimenticarsi a casa la moglie o il marito, ma mai una scorta di 200 SD (per i non addetti, schede di memoria) per scattare quelle 2..3..4000 foto a maxi risoluzione.

  • Il generatore di big beng

Il generatore di big beng genericamente è adolescente… o davvero molto eccitato di andare in vacanza. È solito allargare le braccia davanti all’armadio e abbbracciare più cose possibili buttandole direttamente in valigia. Dimenticherà sicuro qualcosa ma… la comprerà all’aeroporto con i soldi di mamma.

Ovviamente la valigia non si chiuderà e dovrà invitare un paio di amici per la fatidica operazione “cavalcata delle valigie” con chiusura forzata.

  • Il last minute sciallo

Il last minut sciallo è solitamente molto felice di andare in vacanza, è proiettato in maniera super new age verso la nuova meta ed è desideroso di godersi ogni novità non curante di cosa dovrà indossare o utilizzare nei giorni a venire. Il last minute sciallo è spesso anche ecofriendly e quindi ha bisogno solo dell’indispensabile: il suo zainetto sarà composto da un cambio e 10 libri.

  • Dio (denominato Dio perché fa la valigia in 7 giorni, tanti quanto Dio impiegò a creare la Terra.)

Dio a volte parte con così largo, larghissimo anticipo che mentre infila in valigia le prime cose per andare al mare, fuori nevica. La sua teoria è partire per tempo… già… anzitempo e alla fine della valigia finirà per scordarsi cosa aveva messo dentro nel lontano 1999 quando cominciò a comporre il suo baglio lungimirante.

Questa è decisamente la categoria di mia suocera.

Se ti capiterà di viaggiare con Dio… sappi che ti arriveranno messaggi e chiamate, almeno 7 giorni prima o più della partenza, per ricordarti di portare questo e quell’altro mentre, in parallelo, lo sta infilando nella sua valigia. Ma 7 giorni prima delle vacanze, per te, la valigia è ancora un miraggio, prima c’è la consegna da fare al capo, che finirai almeno 30 minuti dopo la fine dell’ultimo giorno di lavoro… e l’ultima sera… quando comporrai i bagagli, cercando di ricordarti cosa stai dimenticando… avrai la nebbia più totale ed essendo troppo tardi per chiamare Dio… finirai con lo scordare …………………………………………………….. il passaporto.

  • E infine ci sono loro… i raccomandati.

I raccomandati (come mio padre e mio marito) si fanno fare la valigia da una delle suddette categorie. Loro sono soliti prepararsi solo la loro borsa hobby, poi moglie, sorella o madre, penseranno al resto, tanto in vacanza giraranno per 15 giorni con le stesse infradito e maglietta bianca.

Insomma, questi sono solo alcuni esempi… voi come fate la vostra valigia? Fate parte di una delle categorie o volete stupirci con effetti speciali?

Buone vacanze a tutti e buon Ferragosto!!!

#borderminds #valigie #ferragosto #lista

Erika Lami

Autore: Erika

https://border-minds.com/blog/

24 thoughts

  1. Io sono un Me.To.Di.Co.
    Metto – Tolgo – Dimentico – Compro.
    Discendente diretto del Troppo Preciso, parto con tutte le buone intenzioni pianificando ogni angolo della valigia, a volte calcolando aree e ipotenuse degli oggetti che Galileo levati proprio. Tolto ogni ragionevole dubbio sul fatto che non ci starà mai tutta quella roba (sul letto giacciono dalle infradito e i costumi da bagno al piumino e i moonboots), tolgo diligentemente gli oggetti superflui e chiudo la bomba a mano.
    Arrivato a destinazione scopro che la valigia perfetta sarebbe stata composta da tutto ciò che ho lasciato a casa, di conseguenza esco e compro le cose che mi servono.
    In effetti mi sento un po’ un mix delle categorie che hai citato.

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    1. Ahahah, diventano dispendiose le vacanze dopo un po’ 😛 Ad ogni modo a dire il vero anche io sono un misto: tra il troppo preciso, l’appassionato di fotografia e l’insacchettatore. E, a dirla proprio tutta, quando ancora vivevo a casa dei miei… ero una raccomandata (la facevo fare alla mia sorellina :-P)

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  2. Mi sono proprio divertita a leggere il racconto sulle valige, anche perché ho riconosciuto me stessa, amici e parenti. Io con gli anni sono diventata della categoria last minute perché sto imparando a vivere, e quindi viaggiare, sempre più leggera. Ma invece dei 10 libri mi sono comprata l’e book, leggero e comodo, insomma una figata….

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  3. Mia figlia invece fa parte di un’altra categoria ancora. Siccome viaggia molto spesso, non disfa neppure lo zaino tra un viaggio e l’altro, salvo lavare, o lasciare alla mamma da lavare la roba sporca

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  4. Mi ritrovo nella categoria Dio,soprattutto per le raccomandazioni…,ma sto cambiando nel tempo…nella valigia stanno diminuendo,con gli anni che aumentano,i vestiti eleganti x le uscite serali, ed aumentano

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  5. Oops…i vestiti sciatti x le ore in privacy e cose buone o piacevoli per i miei compagni di vacanza (tipo parmigiano ecc.)con l’ età cambiano le priorità…

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  6. Io appartengo alla categoria dell’arrotolatrice seriale. Premetto che porto sempre solo lo stretto necessario (se qualcosa si sporca si può lavare, o comprare sul posto) perché viaggio con lo zaino, quindi innanzitutto cerco di pensare molto bene a quello che mi servirà effettivamente. Poi arrotolo tutto quello che si può arrotolare! E in parte forse sono una programmatrice maniacale perché infilo le calze nelle scarpe per sfruttare al massimo lo spazio 😉

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  7. simpatica ed esauriente disanima dei vari tipi di “facitori” di valigia.
    io mi ci rivedo abbastanza nel programmatore maniacale, come tua sorella. Stendo anch’io su un letto tutto quello che intendo portare, ma poi lo lascio decantare per 24 ore. Dato che il mio è un bagaglio ciclistico, dal giorno seguente inizia l’operazione “scrematura e razionalizzazione” fino a ottenere un bagaglio essenziale e funzionale (niente doppioni, indumenti che all’occorenza si possano lavare e far asciugare in una notte, priorità al piccolo e utile, ecc). E devo dire che raramente mi accorgo di non aver portato qualcosa di necessario.
    ml

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